Storia delle contrade di Siena

Storia delle contrade di Siena

sono 17 e rappresentano veri e propri organismi territoriali

Le contrade senesi, inizialmente assai numerose poi ridottesi gradualmente alle 17 attuali, sono veri e propri organismi territoriali che raggruppano i cittadini di uno stesso rione. Nacquero tra la fine del XII e gli inzi del XIII secolo quali organi decentrati del Comune, con compiti amministrativi e di ordine pubblico, ed erano sottoposte al governo di un sindaco che, affiancato da consiglieri eletti dal popolo rispondeva del suo operato direttamente al Podestà. Nonostante le continue proposte di revisione i loro confini attuali sono ancora così come furono delineati da un bando voluto dalla principessa Vilante di Baviera nel 1729. Ognuna di queste storiche istituzioni è retta da propri organi di governo, eletti ogni due anni, ed ha, nell’assemblea generale, il cardine della propria vita. Hanno avuto, nel corso lungo della loro storia, compiti e finalità diverse, ed hanno saputo adeguarsi al tempo che passa mentenendo sempre una funzione civile. Quella di oggi è principalmente l'organizzazione del tempo libero della sua gente: tutti i momenti di aggregazione di un senese sono legati strettamente alla propria contrada. Esse, oltre ad aver dato vita a una particolare civiltà culturale, hanno accumulato nella loro secolare esistenza di attività sociale, politica ed amministrativa un patrimonio eccezionale. Spesso esso è strettamente ancorato al territorio e alle sue vicende storiche, spesso invece alle sue opere creative, di insolita elevatura, che hanno un respiro universale. La società ricreativa, la propria chiesa, la vita di soci illustri, sono tematiche a cui sono state dedicate da parte di alcune contrade approfondite ricerche e opere di storia, arte e sociolgia.
I musei rionali sono il luogo in cui la cultura della contrada può essere avvicianata e conosciuta dal turista che ne rimarrà sicuramente affascinato. Il pezzo più prezioso di ogni museo, quasi sempre comunicante con la chiesa, è senz'altro il Palio, il drappo impreziosito dai pennelli dei più noti pittori contemporanei. In essi sono anche custoditi preziose opere di gioielleria in oro e argento, alcune delle quali risalgono al XIV e XV sec.; raccolte di archivio, lettere e contabilità molto antiche, processi verbali meticolosamente catalogati che raccontano la storia delle Contrade, e quindi della città fino ai giorni nostri.
Le raccolte sono arricchite da statue e tele pregevoli di antichi maestri del calibro di Neroccio di Bartolomeo, Jacopo della Quercia, Benvenuto di Giovanni, Giovanni Antonio Bazi, Luca di Tommè. Rappresentano un capitolo a sè stante, i paramenti sacri tra cui paliotti, pianete, tonacelle, piviali, stole, tendine, stendardi, tovaglie, manipole, buste, tutti risalenti al XV e XVI sec.: un patrimonio di manufatti artigianali unici.
E poi ancora briglie di cavalli da corsa, doni di personaggi celebri, reliquie di santi, elmetti indossati da celebri fantini, busti di personaggi di rango, e addirittura il sepolcro di uno dei più grandi artisti del rinascimanto: Bernardino di Betto detto il Pinturicchio.
Documenta la storia della contrada anche lo stesso contenitore museale, sulle cui pareti spesso vi sono affreschi che testimoniano fatti storici di cui la contrada è stata protagonista; celeberrimo è la defenestrazione dei componenti del "buon governo" o la cacciata degli spagnoli.
I musei di contrada, situati ai seguenti indirizzi, hanno un orario di apertura piuttosto ridotto, e spesso possono essere visitati previa prenotazione:

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